In questa primavera bizzarra, con il vento che “spazza” queste nuvole fastidiose, ci fa pensare alla prossima Porcari Corre. La nostra marcia ha il percorso che porta fino a Montecarlo, per chi vuole, per chi ha gambe e volontà.
Ci guardiamo intorno e quasi il nostro territorio si può dire essere una conca, racchiusa dalle Pizzorne, dal Serra e da tanti monticelli, ma ovviamente non arriviamo fino la. Ma abbiamo luoghi che se non ci arrivassimo ci sembrerebbe di aver perso del tempo. Il Quercione come faresti a non andare a trovarlo? E San Martino in Colle? Con Montichiari che ti guarda dall’alto e ti invita accennando alla bontà dei suoi vini? Chi organizza la Porcari Corre ha come impegno primario quello di fare in modo di far vedere a coloro che verranno almeno i punti più famosi.
Montecarlo che dall’alto ci guarda come un contrafforte merlato, con il campanile che fa da guardia, le sue strade che risuonano di cozzare di alabarde antiche, di spade, o voci di donne che richiamano i mariti dentro le mura, dentro la Fortezza. I suoi vicoli macchiati di erba parietaria, usci di legno disegnati da pietra arenaria. Il Gruppo Storico che sul treppiede posto sulle pietre della strada, abbrustoliscono il pane per crostini con fagioli all’”uccelletto”, messi a cuocere e che si ammorbidiscono dentro i neri paioli di rame?
Insomma, chi è venuto almeno una volta sa che ci sono cose che non possiamo dimenticare e ci porteremo dietro il venticello del borgo e ritorneremo a sentirlo qualche sera d’estate con il maglioncino sulle spalle a braccetto o per mano ai nostri amori.
E la Torretta? La nostra Torretta che festeggia con i ragazzi l’inventiva dei nostri personaggi che fanno rivivere le l’atmosfera della “Corri con Paolo”.. E i genitori che si fermano a guardare le Mura di Lucca. Ò le strade, i cipressi, che formano come un presepe moderno con la nostra piazza ora ancora più bella, e allora vi aspettiamo, come un appuntamento, come qualche cosa che non possiamo dimenticare.

